Montag, 13. März 2017

Conversazione a…- Folge 10: Düsseldorf





Das Kaiserpanorama
Schaufenster zur Welt oder die Entdeckung Süditaliens in Deutschland


Der Berliner Physiker und Unternehmer August Fuhrmann (1844-1925) erfand im 19. Jahrhundert das so genannte Kaiserpanorama. Der Nachbau eines solchen Kaiserpanoramas ist im vierten Stock des Düsseldorfer Filmmuseums zu sehen. Ab 1870 entwickelte Fuhrmann in bis zu 250 Städten Serien von jeweils fünfzig Bildern. Die thematisch geordneten Bilderserien waren durch fernglasähnliche Okulare zu sehen, die in von innen beleuchtete Rundkabinette eingebaut waren. Diese Rundkabinette wurden durch ein Uhrwerk angetrieben und ein Klingelzeichen läutete alle zwanzig Sekunden den Wechsel der Bilder ein. Eine gewöhnliche Vorstellung, die von etwa bis zu fünfundzwanzig Personen gleichzeitig betrachtet werden konnte, dauerte ca. zwanzig Minuten. Um 1910 existierten rund 650 Bilderzyklen zu je fünfzig handkolorierten doppelten Glasdias. August Fuhrmann hatte mit dem Kaiserpanorama ein populäres Massenmedium geschaffen, das er erstmals 1880 in Breslau präsentierte und 1883 in die Kaiserpassage – eine Einkaufsgalerie – nach Berlin Mitte verlegte.

Die Schaufenster zur Welt dienten sowohl der Vergnügung als auch der Entdeckung exotischer Länder und unbekannter Welten wie Palästina, Russland, Norwegen, Südamerika oder eben Italien. Die in Düsseldorf zu sehende Serie zeigt nicht nur Sehenswürdigkeiten wie etwa „POMPEJI – In der Museumshalle“, sondern auch Alltagsszenerien wie den Verkehr in den Straßen Neapels: „NEAPEL – Häuser und Verkehr von Santa Lucia“. Grundsätzlich führten Kaiserpanoramen neben Kulturgütern, musealen Objekten und Stadtansichten auch Naturspektakel wie den Ausbruch des Vesuvs vor. Dabei nährte das Kaiserpanorama sowohl die Neugierde als auch die Vorbehalte und Ängste der Zuschauer vor dem Fremden. Zwischen Faszination und Aufklärung befriedigten die Kaiserpanoramen folglich unterschiedliche Interessen. Stand nicht ein spezifisches Werbeinteresse für das eigene Land im Vordergrund, so waren es neben dem Vergnügen und Spektakel v.a. Bildungsinteressen, die mit dem Kaiserpanorama erfüllt wurden. Die Bildserien dienten der Länder-, Völker und Heimatkunde exotischer, unerreichbarer Länder in der Ferne.

Der deutsche Philosoph, Kulturkritiker, Übersetzer und Schriftsteller Walter Benjamin (1892-1940) verfasste einen kleinen Text mit dem Titel „Das Kaiserpanorama“, der in seiner Berliner Kindheit um neunzehnhundert 1932-34/1938 erschien und von seinen Eindrücken erzählt:  

Es war ein großer Reiz der Reisebilder, die man im Kaiserpanorama fand, daß es nicht darauf ankam, wo man die Runde anfing. Denn weil die Schauwand mit den Sitzgelegenheiten davor Kreisform hatte, passierte jedes sämtliche Stationen, von denen aus man durch je ein Fensterpaar in seine schwach getönte Ferne sah. Platz fand man immer. Und besonders gegen das Ende meiner Kindheit, als die Mode den Kaiserpanoramen schon den Rücken kehrte, gewöhnte man sich, im halbleeren Zimmer rundzureisen.

Musik, die Reisen mit dem Film so erschlaffend macht, gab es im Kaiserpanorama nicht. Mir schien ein kleiner, eigentlich störender Effekt ihr überlegen. Das war ein Klingeln, welches wenige Sekunden, ehe das Bild ruckweise abzog, um erst eine Lücke und dann das nächste freizugeben, anschlug. Und jedesmal, wenn es erklang, durchtränkten die Berge bis auf ihren Fuß, die Städte in ihren spiegelklaren Fenstern, die Bahnhöfe mit ihrem gelben Qualm, die Rebenhügel bis ins kleinste Blatt, sich mit dem Weh des Abschieds. Ich kam zur Überzeugung, es sei unmöglich, die Herrlichkeit der Gegend für diesmal auszuschöpfen. Und dann entstand der nie befolgte Vorsatz, am nächsten Tage noch einmal vorbeizukommen. Doch ehe ich mir schlüssig war, erbebte der ganze Bau, von dem mich die Holzverschalung trennte; das Bild wankte in seinem kleinen Rahmen, um sich alsbald nach links vor meinen Blicken davonzumachen. […] 

(Walter Benjamin: Berliner Kindheit um neunzehnhundert, Frankfurt/Main: Suhrkamp 1986. S. 14-15).
 
Heute sind insgesamt nur ca. sechs originale Kaiserpanoramen und ein paar Nachbildungen erhalten. Von den ursprünglich 110 000 Stereobildern tauchten 1979 etwa 12 000 in Berlin wieder auf. Originale erhaltene Kaiserpanoramen sind heute in den Stadtmuseen von München und Wels (Österreich), im Deutschen Historischen Museum und im Märkischen Museum in Berlin zu sehen.


La panorama del imperatore
La vetrina al mondo o la scoperta d’Italia del Sud in Germania


Il fisico ed imprenditore berlinese August Fuhrmann (1844-1925) inventava nel Novecento la così detto panorama del imperatore. Al quarto piano del Museo del Film di Düsseldorf (Nordreno-Vestfalia) si può vedere una ricostruzione. Dal 1870 Fuhrmann sviluppava serie con per volta cinquanta immagini a circa 250 città. Le serie degli immagini erano raggruppato in modo tematico ed erano da vedere tramite oculari consimile come cannocchiali che sono incassato in gabinetti rotondi ed illuminati. Questi gabinetti erano azionati attraverso un meccanismo d’orologeria. Un trillo suonava tutti venti secondi per cambiare i quadri. Una presentazione di regola, che potevano vedere sincronico venticinque persone, durava circa venti minuti. Nell’anno 1910 esistevano circa 650 cicli d’immagini con cinquanta dispositive di vetro colorato a mano. August Fuhrmann aveva costruito colle panorame del imperatore un mass-media popolare che presentava la prima volta 1880 a Breslava e che spostava 1883 in passaggio del imperatore – un centro commerciale – a Berlino.

Le vetrine al mondo servivano sia il divertimento sia la scoperta dei paesi esotici e mondi inconosciuti come Palestina, Russia, Norvegia, America del Sud o anche Italia. La seria che si può vedere a Düsseldorf fa vedere non solo i luoghi d’interesse come “Pompeji – la palestra del museo”, ma anche le scene nelle strade di Napoli: “Napoli – case e traffico di Santa Lucia”. Principalmente le panorame del imperitore presentavano accanto i beni culturali, oggetti museali e vedute di città anche un baccano naturale come l’eruzione del Vesuvio. La panorama del imperatore nutriva sia la curiosità sia le riserve e le paure degli spettatori del paese straniero. Tra fascinazione e delucidazione le panorame del imperatore accontentano conseguentemente interessi diversi. Non era in linea prima un interesse pubblicitario per il proprio paese, erano accanto il divertimento e lo spettacolo soprattutto gli interessi di formazione ed educazione che la panorama del imperatore adempieva. Le serie degli immagini servivano la etnologia, la geografia regionale e la materia di studio della realtà locale e regionale dei paesi lontani, esotici ed inarrivabili.

Il filosofo, critico culturale, traduttore e scrittore tedesco Walter Benjamin (1892-1940) scriveva un piccolo testo col titolo “Das Kaiserpanorama” (“La panorama del imperatore”) che usciva nel suo libro Berliner Kindheit um neunzehnhundert/Infanzia berlinese intorno al milenovecento (1932-34/38) e raccontava di suoi impressioni: 

Era un grande fascino degli immagini di viaggio che si trova nella panorama del imperatore . Non importava dove si cominciava vedere la serie. Perché lo schermo con i posti a sedere davanti aveva una forma circolare  ogni immagine passa tutti stazioni da cui si vedeva per via di un paio di finestre in una lontananza colorato debole. Un posto si trovava sempre. E particolarmente contro il fine della mia infanzia, quando la moda già voltava le spalle alle panorame del imperatore, si abituava viaggiare in tondo nella camera a metà vuoto.

La musica che fa i viaggi con il film flaccido, non c’era nella panorama del imperatore. Mi sembrava dominante un piccolo effetto proprio perturbatore. Era un trillo che abbaia pocchi secondi primo l’immagine cambiava a scatti per sbloccare primo un interstizio e poi la prossima immagine. E ogni volta, se risuona i monti fino i suoi piedi, le città nelle sue finestre chiare come specchi, i stazioni con i suoi fumo giallo,le vigne fino ogni fogliettino si imbevono col dolore dell’addio. Ero convinto che sia impossibile esaurire la gloria dei paraggi per questa volta. E poi cresceva la premeditazione che non ho mai seguito di passare di nuove il prossimo giorno. Ma primo ero risoluto la costruzione completa da cui mi separa dal rivestimento in legno tremava; l’immagine oscillava nella sua cornice per sparire presto alla sinestra davanti i miei sguardi. […]

(Walter Benjamin: Berliner Kindheit um neunzehnhundert, Frankfurt/Main: Suhrkamp 1986. S. 14-15; traduzione qui di Friederike Römhild)

In totale oggi sono conservati circa sei panorame del imperatore originale e pocche ricostruzioni. Dagli 110 000 immagini di stereo originario ricomparivano 12 000 immagini 1979 a Berlino. Le panorame del imperatore che sono conservati originale si trovano oggi nei musei della città di Monac e Wels (Austria), nel Deutsches Historisches Museum e nel Märkisches Museum a Berlino.



Freitag, 24. Februar 2017

Conversazione a... - Folge 9: Online con "Il Piacere di Scrivere", Teil II





Il piacere di scrivere: dalla passione per la scrittura al mondo

di Annarita Faggioni

C'era una volta un piccolo blog e quella volta era il 2011. Il piccolo blog non voleva essere grande, ma solo dare una mano. Vedeva tanti blog grandi quanto giganti, ma ognuno aveva il suo argomento preferito.

C'era chi proponeva solo concorsi, chi solo i nomi delle case editrici, chi come scrivere. Ognuno andava per conto suo. Il piccolo blog, invece, voleva parlare di tutte queste cose insieme e voleva parlare solo a chi scriveva. Solo per aiutare, non per altro. 

Il piccolo blog sapeva che era molto difficile per uno scrittore pubblicare un libro. La sua mamma ci aveva provato fin da piccola, senza mai riuscirci. Ora che aveva 20 anni e che stava studiando all'università, stava imparando a scrivere in un modo nuovo e, forse, scrivere così poteva diventare il suo futuro.

Così comincia la storia de “Il Piacere di Scrivere”, che il 1° Marzo compirà sei anni. Il piccolo blog ne ha fatta di strada e anche la sua mamma. Ora è un Web Journal che non parla più solo agli autori italiani che vogliono pubblicare un libro o partecipare ai concorsi. 

Chi legge “Il Piacere di Scrivere” può essere anche un copywriter, un SEO, un editore o un'agenzia letteraria. Un piacere che è diventata una casa per chiunque, in maniera diretta o indiretta, usa la penna per lavorare e ama leggere.

Il sito ha diverse sezioni e rubriche di approfondimento. Le interviste sono alla sezione “Libri in Cultura” e, ogni tanto, riusciamo anche a fare dei video. Poi ci sono i concorsi, rigorosamente senza quota per l'autore, la sezione per chi ha un blog o fa copywriting per lavoro, le guide per imparare a scrivere e a presentare un libro all'editore e, soprattutto, la sezione “International”.

Questa è la sezione che si è evoluta di più nell'ultimo anno e che ci permette di essere qui, oggi, su ItalienReport. All'inizio, “International” era solo uno sguardo a quello che succedeva fuori dalla finestra Italia.

Poi, la nostra amica Sara Svolacchia ha chiesto di poter scrivere un articolo dalla Francia: un grande successo che è diventato anche il ponte che ci permette oggi di parlare insieme. “Il Piacere di Scrivere” aveva già intervistato realtà all'estero, ma solo ogni tanto.

Oggi, invece, sogniamo anche di aiutare gli autori esordienti e non di qualsiasi nazionalità. La letteratura è un'arte che travalica le lingue e i confini. Noi crediamo nella sua forza e vogliamo mettere a disposizione quella che è stata questa nostra esperienza a chiunque tenda l'orecchio e tenga in mano una penna, anche oltre le Alpi.

Grazie di cuore a Friederike e agli amici di ItalienReport dalla Germania :). Vi aspettiamo.



Il Piacere di Scrivere
https://ilpiacerediscrivere.it/








Die Freude zu schreiben: von der Leidenschaft für das Schreiben auf der ganzen Welt (von Annarita Faggioni, Übersetzung Friederike Römhild)




Es war einmal ein kleiner Blog und das war 2011. Der kleine Blog wollte nicht größer werden als er war, sondern anderen nur zur Hand gehen. Er sah viele gigantische große Blogs, aber jeder hatte sein bevorzugtes Thema und Spezialgebiet.

Es gab Vorschläge für Wettbewerbe, es waren die Namen von Verlagen zu lesen und wer wie schreibt. Jeder blieb dabei für sich. Der kleine Blog hingegen wollte über alle diese Sachen zusammen sprechen und wollte nur die ansprechen, die selbst auch schreiben. Und zwar um ihnen zu helfen, nichts weiter. 

Der kleine Blog wusste, dass es sehr schwierig für einen Autor ist, ein Buch zu veröffentlichten. Seine Mutter hatte es von klein auf versucht, ohne es jemals zu schaffen. Nun als sie zwanzig Jahren alt war und an der Universität studierte, lernte sie in einer neuen Weise zu schreiben und vielleicht konnte das Schreiben so ihre Zukunft werden.

So begann die Geschichte von Il Piacere di Scrivere, die am 1. März sechs Jahre vollendet. Der kleine Blog hat nun Erfolg und auch seine Mama. Heute ist er ein Web-Journal, das nicht mehr nur zu den italienischen Autoren spricht, die ein Buch veröffentlichen wollen oder bei Wettbewerben teilnehmen möchten.

Wer Il Piacere di Scrivere liest, kann auch ein Copywriter, ein SEO, ein Verleger oder eine Literaturagentur sein. Eine Freude, die für jeden ein Zuhause wird, direkt oder indirekt, der den Stift für seine Arbeit braucht und das Lesen liebt.

Die Seite hat verschiedene Sektionen und Rubriken zur Vertiefung. Die Interviews sind in der Sektion „Libri in Cultura“ und gelegentlich schaffen wir es auch Videos zu drehen. Dann gibt es Wettbewerbe, eine Sektion für den, der einen Blog hat oder als Texter arbeitet, Hilfestellungen für die, die das Schreiben lernen und Bücher einem Verlag präsentieren möchten und vor allem die Sektion „International“.

Letztere ist die Sektion, die sich in den letzten Jahren am meisten entwickelt hat und die uns erlaubt, hier zu sein, heute, bei Italienreport. Zu Beginn, war „International“ nur ein Blick auf das, was draußen passiert im italienischen Fenster. Dann hat unsere Freundin Sara Svolacchia gefragt, ob sie einen Artikel in Frankreich schreiben darf: ein großer Erfolg, der auch die Brücke geworden ist, die uns heute erlaubt, zusammen zu sprechen. Il Piacere di Scrivere hat schon die Realität im Ausland befragt und Menschen interviewt. Noch nicht oft, aber gelegentlich.

Heute träumen wir auch davon, den debütierenden, neu einsteigenden Autoren zu helfen und nicht nur denen einer bestimmten Nationalität: Italien. Die Literatur ist eine Kunst, die die Sprachen und die Grenzen überwindet. Wir glauben an ihre Kraft und wollen unsere Erfahrungen all jenen verfügbar machen, die die Ohren spitzen und in der Hand einen Stift halten, auch jenseits der Alpen.

Von Herzen danken wir Friederike und den Freunden von Italienreport aus Deutschland :). Wir warten auf euch!


 
Il Piacere di Scrivere
https://ilpiacerediscrivere.it/

 

Sonntag, 19. Februar 2017

“Conversazione a…” – Folge 8: Online con "Il Piacere di Scrivere", Teil I

Italienreport: ein deutsch-italienisches Magazin oder „Liebe kann man nicht erklären“

von Friederike Römhild

 
Von den Bäumen hört man es manchmal schon wieder zwitschern, die Sehnsucht nach dem Frühling wird langsam wieder wach. Ein erstes Frühlingserwachen hat Italienreport bei Twitter erlebt, als die Gründerin und Redakteurin Annarita Faggioni von Il Piacere di Scrivere mit Italienreport in Kontakt getreten ist, um das Magazin auf ihren Seiten zu präsentieren. Und nun können wir es zwitschern: Es ist so weit. Unter diesem Link ist Italienreport mit einer eigenen italienischen Präsentation online gegangen. Folgt ihr dem Link, gelangt ihr zur italienischen Originalversion. Original? Das ist Italienreport auch auf Deutsch. Wer also der italienischen Sprache nicht mächtig ist, der darf trotzdem mit zwitschern. Gleich im Anschluss findet ihr die deutsche Version des Artikels! 

Viel Spaß und allen ein fröhliches Frühlingserwachen wünscht Italienreport!

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Italienreport: magazine tedesco-italiano o "l'amore non si spiega"

Dagli alberi si sente a volte di nuovo cinguettare gli uccelli e la nostalgia di primavera sveglia lentamente. Italienreport ha vissuto un primo risveglio della primavera da Twitter quando la fondatrice e redattrice Annarita Faggioni di Il Piacere di Scrivere ha contattato Italienreport per presentare il magazzino al suo sito. E adesso possiamo cinguettarlo: È giunta l'ora! Su questo LINK Italienreport è andato online con una propria presentazione italiano. Seguete il link, giungete alla versione italiana originale. Originale? Questo è Italienreport anche in tedesco. Chi non è possente della lingua italiana, comunque potrebbe cinguettare con noi. In seguito trovate l'articolo nella versione tedesca!

Buon divertimento e tutto un allegro risveglio della primavera auguratevi Italienreport! 


“Italienreport”: ein deutsch-italienisches Magazin oder 
„Liebe kann man nicht erklären“

„Liebe kann man nicht erklären…“ ist der Titel eines Liedes von Sergio Cammariere, den ich – eure Redakteurin von Italienreport – kennenlernte als ich ein Jahr in Italien lebte, um die Literatur und den Film des italienischen Neorealismus zu studieren und zu erforschen. Und ich kann meine Liebe zu Italien, die wie mir scheint, schon immer existiert, nicht erklären. Die Liebe zu Italien ist mit jeder Reise nach Italien, die ich in meinem Leben unternommen habe, gewachsen und sie endet nie, so wie es auch die Hauptfiguren im gleichnamigen Film von Roberto Rossellini lernen. Und diese Liebe ist nicht nur für mich eine alte Liebe, sondern auch für die Beziehungen zwischen Deutschland und Italien im Allgemeinen, die bereits im Fränkischen Reich begonnen haben und die sich seit dem Mittelalter bis heute entfalten. Diese unendliche Sehnsucht ist der persönliche, aber auch historische Motor für das Online-Magazin, das sich Italienreport nennt und das die Germanistin und Künstlerin Friederike Römhild im Herbst 2014 gegründet hat. Für Italienreport ist es möglich, diese lange Chronik einer Liebe zu dokumentieren, weil das Medium Blog eine fließende, offene und flexible Form für alle historischen, kulturellen und literarischen Ereignisse anbietet.

Es gibt verschiedene Rubriken, in denen Artikel, Rezensionen, Gedichte, Erzählungen, Filme, Bilder, Zeitschriften, Ereignisse präsentiert werden, die das italienische Leben behandeln – dasjenige in Italien und jenes in Deutschland. Die Struktur und die Namen der Rubriken sind durch die italienische Kultur selbst inspiriert: Das Lessico famigliare (Familienlexikon) berichtet zum Beispiel von den Neuerscheinungen und der Titel erinnert zugleich an das gleichnamige Hauptwerk (1963) von Natalia Ginzburg. Die Rubrik erinnert daran, dass Italien und Deutschland eine familiäre Freundschaft verbindet, die Italienreport kultivieren und dokumentieren möchte wie es bereits Alfred Andersch in Deutschland gemacht hat und durch den die Rubrik Ein Buch und eine Meinung – Titel einer Radiosendung der fünfziger Jahre –, inspiriert ist, um Buchrezensionen zu präsentieren. In der Rubrik „Cronaca di un amore“ findet man eine Sammlung der Geschichte der deutsch-italienischen Freundschaft wie sie durch die Politik, Wirtschaft, Kultur und das Alltagsleben konstituiert wurde. Der Titel Cronaca di un amore ist auch der Titel eines Films des Regisseurs Michelangelo Antonioni (1950). Auf dieselbe Weise erinnert auch die Rubrik „Conversazione a…“ an den Roman Conversazione in Sicilia (1941, Gespräch in Sizilien) des großen Autors Elio Vittorini und versammelt thematische Beiträge und Interviews. Diese Rubrik hat die Fähigkeit die medialen Wege diese Freundschaft zu reflektieren, zum Beispiel die Arbeit, die das Verlagshaus Klaus Wagenbach in Berlin seit 1964 betreibt. Die Zeitschriften wie z.B. „Zibaldone“ von Thomas Bremer und Titus Heydenreich , die seit 1986 erscheint, reflektieren die bilateralen Beziehungen ebenso. Wichtig sind z.B. auch die Beiträge von Franca Magnani, die Redakteurin für verschiedene deutsche Zeitungen in den fünfziger Jahren war und in den sechziger Jahren Korrespondentin für den deutschen Sender ARD. Italienreport stellt so die Frage, warum wie die Dinge von Italien wissen, die wir wissen. Ans Licht kommt so zum Beispiel, dass man in Deutschland sehr viele italienische Krimis liest, aber noch nicht sehr viel die italienische Lyrik, die neben Bildern in der Rubrik „giornale poetico“ präsentiert wird. Die Idee ist, auch diese medialen Strukturen der deutsch-italienischen Freundschaft zu reflektieren und die auch noch eher unbekannten Bereiche der italienischen Kultur sichtbar zu machen.

Also, Italienreport ist ein deutsches Magazin, dass sich mit den Beziehungen zwischen der italienischen und deutschen Literatur und Kultur beschäftigt und zwar im multimedialen, dokumentarischen und reflexiven Sinne. Die Vision von Italienreport ist ein öffentliches Archiv und ein literarisches und künstlerisches virtuelles Museum zu werden. Das Ziel wird sein, den Diskurs zwischen Italien und Deutschland mehr und mehr zu öffnen und die produktiven Prozesse zwischen den Ländern auch auf der verlegerischen Ebene weiterzuentwickeln. Das heißt, das Magazin versucht auch die Produkte und Zeugnisse der italienischen Kultur bekannt zu machen, die noch nicht Eingang in die Verlagshäuser und die Kunstausstellungen in Deutschland gefunden haben. Das Magazin ist so auch ein Laboratorium für neue Künstler, Debütanten und Autodidakten im digitalen und analogen Bereich. Sie können so schon heute in die kulturelle Tradition zwischen Italien und Deutschland eintreten. Italienreport möchte eine moderne Agentur für die verschiedenen Farben der Liebe sein, die sich nicht erklären lässt, weil sie einfach ist.

Italienreport ist gemacht für alle, die diese Liebe für Italien teilen möchten, aber ebenso die Realität beider Länder. Für alle, denen die deutsch-italienische Freundschaft viel bedeutet und die diese Beziehung vorantreiben möchten. Gemacht für alle deutschen und italienischen Künstler, Autoren, Intellektuelle, die ihre Werke und ihre Gedanken in Italien oder in Deutschland präsentieren möchten. Für alle, die ein Netzwerk von Kontakten suchen und eine Plattform, um die Stereotypen, die Metaphern, die Traditionen, die Gemeinsamkeiten und Unterschiede dieser beiden Länder zu kommunizieren. Italienreport möchte eine freie Brücke sein, die alle Interessierten überqueren können.

Italienreport – Magazin für deutsch-italienische Literatur- und Kulturbeziehungen
Italienreport – Magazine per le relazioni letterarie e culturali tra l’Italia e la Germania